La delibera per il cambio fornitore di energia è il passaggio che molti studi saltano, e che poi pesa in caso di contestazione. Questa guida spiega come prepararla: ordine del giorno, allegati, contenuto del verbale, maggioranze, ratifica.
Perché serve la delibera
Secondo l'orientamento prevalente, l'amministratore non può scegliere da solo un nuovo fornitore. Serve l'assemblea.
Il codice civile, all'art. 1130, gli affida i servizi comuni nella loro gestione ordinaria. La maggior parte della dottrina e dei giudici di merito ritiene che scegliere un altro fornitore e firmare il nuovo contratto vada oltre queste attribuzioni. Prima di tutto apri il regolamento di condominio: può contenere previsioni specifiche sul punto.
Come scrivere l'ordine del giorno
Il punto va scritto in modo specifico, non generico. Una voce come "varie ed eventuali" non basta.
Indica che cosa si decide: la fornitura interessata (luce delle parti comuni, gas del riscaldamento centralizzato o entrambe), il fornitore proposto e il mandato all'amministratore per firmare. Più il punto è chiaro, meno spazio resta per chi vuole impugnare.
I documenti da allegare alla convocazione
Allega il confronto tra contratto attuale e offerta proposta. I condòmini devono arrivare in assemblea sapendo cosa votano.
Il confronto dovrebbe mettere fianco a fianco tre elementi:
- condizioni economiche del contratto attuale e dell'offerta;
- durata di ciascun contratto;
- eventuali vincoli, compresi i corrispettivi di recesso anticipato previsti dalle condizioni generali del contratto in corso.
Il testo tipo della delibera
Il verbale deve permettere a chiunque, anche anni dopo, di capire cosa è stato deciso e su quali basi.
Una delibera ben scritta richiama il punto all'ordine del giorno e dà atto che il confronto era allegato alla convocazione. Poi indica il fornitore scelto, la fornitura interessata, la durata e le condizioni economiche essenziali dell'offerta. Chiude con il mandato all'amministratore a sottoscrivere il contratto in nome del condominio e con l'esito del voto, espresso in numero di presenti e millesimi.
Le maggioranze
Valgono le maggioranze dell'art. 1136 del codice civile, diverse tra prima e seconda convocazione.
- Prima convocazione: maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio, cioè 500 millesimi.
- Seconda convocazione: maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio, cioè 333 millesimi.
Annota nel verbale sia il numero dei favorevoli sia i millesimi che rappresentano: è il primo dato che si controlla.
La ratifica successiva
Se l'amministratore ha già scelto il fornitore, l'assemblea può ratificare la scelta in un secondo momento.
La ratifica segue la stessa logica: punto specifico all'ordine del giorno, confronto allegato, verbale chiaro, stesse maggioranze. È una soluzione di recupero, non un metodo di lavoro. Meglio portare la proposta prima della firma.
Domande frequenti
L'amministratore può firmare il nuovo contratto prima dell'assemblea?
Secondo l'orientamento prevalente la scelta spetta all'assemblea. Se la firma è già avvenuta, serve una ratifica successiva.
Basta indicare "contratti energia" nell'ordine del giorno?
È meglio essere specifici: fornitura interessata, fornitore proposto, mandato a firmare. E allegare il confronto alla convocazione.
Quanti millesimi servono in seconda convocazione?
La maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio, cioè 333 millesimi.
Il regolamento di condominio può cambiare le cose?
Può contenere previsioni specifiche sui contratti di fornitura. Va controllato prima di preparare la convocazione.