Come funziona il cambio fornitore per il condominio
Il cambio è solo commerciale: il nuovo fornitore avvia lo switching, il vecchio emette la fattura di chiusura. Contatore, rete e distributore restano gli stessi.
I passaggi sono quattro: confronto tra contratto attuale e offerta, decisione dell'assemblea, firma del nuovo contratto a nome del condominio, invio dei dati del punto di fornitura. Il resto viaggia tra fornitori e distributore.
Il recesso dal vecchio contratto lo invia il nuovo fornitore per conto del cliente. Non serve una disdetta separata.
Serve la delibera dell'assemblea?
Secondo l'orientamento prevalente sì: scegliere un nuovo fornitore non rientra tra le attribuzioni dell'amministratore. Serve una delibera, oppure una ratifica successiva.
L'art. 1130 del codice civile affida all'amministratore la gestione ordinaria dei servizi comuni. Dottrina e giurisprudenza di merito, in prevalenza, non vi fanno rientrare la firma di un contratto con un altro fornitore. Controlla anche il regolamento di condominio, che può contenere previsioni specifiche.
Come preparare la delibera, con ordine del giorno e maggioranze, lo spieghiamo nella guida dedicata. Noi ti forniamo il confronto da allegare alla convocazione.
Tempi di attivazione per luce e gas
Per la luce, fino al 30 novembre 2026 il cambio decorre dal primo giorno del mese successivo se lo switching parte entro il 10. Dal 1° dicembre 2026 le regole cambiano.
Oggi vale la delibera ARERA 487/2015/R/eel: se il nuovo venditore avvia lo switching entro il giorno 10 del mese, il cambio decorre dal primo giorno del mese successivo. Altrimenti slitta di un mese.
Dal 1° dicembre 2026 si applica la delibera ARERA 58/2026/R/eel del 3 marzo 2026. Per i clienti domestici non morosi la procedura tecnica dura 24 ore in un giorno lavorativo, dopo una verifica preliminare. Negli altri casi servono fino a 10 giorni lavorativi. L'intero processo deve comunque chiudersi entro tre settimane.
Quale regola vale per una fornitura condominiale lo dice la bolletta: lì è indicata la classificazione dell'utenza, domestica o altri usi. Va controllata caso per caso.
Il gas non rientra nella riforma delle 24 ore. Il cambio decorre dal primo giorno del mese, se la richiesta è avviata entro il 10 del mese precedente.
Quanto costa cambiare fornitore
La pratica di cambio fornitore non ha costi. Vanno però controllati eventuali corrispettivi di recesso anticipato del contratto in essere.
Questi corrispettivi dipendono dal singolo contratto. Si trovano nelle condizioni generali del contratto attuale: leggile prima di firmare il nuovo, non dopo.
Continuità della fornitura e bollette arretrate
Il cambio non interrompe la fornitura e non richiede interventi tecnici: ascensore, autoclave e illuminazione continuano a funzionare.
Il distributore resta lo stesso e continua a gestire rete e contatore. Per questo il passaggio è solo commerciale.
Le bollette non pagate restano dovute al vecchio fornitore. Nell'elettricità esiste il sistema indennitario, con il corrispettivo CMOR, che permette al vecchio fornitore di recuperare parte del credito attraverso le bollette del nuovo. Con una morosità in corso i tempi rapidi in vigore dal 1° dicembre 2026 non si applicano. Conviene regolarizzare gli arretrati prima del cambio.
Cosa preparare prima del cambio
Ultima bolletta, codice POD o PDR, codice fiscale del condominio, verbale di nomina e contratto attuale con le sue condizioni generali.
Con questi documenti prepariamo il confronto e, dopo la delibera, gestiamo l'attivazione. Approfittiamo del cambio per controllare anche aliquota IVA e potenza impegnata.
- Ultima bolletta completa
- Codice POD (luce) o PDR (gas)
- Codice fiscale del condominio
- Verbale di nomina dell'amministratore
- Condizioni generali del contratto attuale
Tutti i servizi sono raccolti nella pagina sulla fornitura energia condominio per amministratori.